100 km del Passatore... Gara durissima, ma bellissima!

Da troppo tempo non racconto qualche mia avventura sul blog... ormai avevo perso l'ispirazione del raccontare qualcosa, ma questa merita sicuramente uno spazio: la 100 km del Passatore! Definita dal Corriere della Sera nel 1978 come "L'Olimpiade della follia", non ha bisogno di troppe presentazioni, molto sinteticamente: gara di ultrarunning di 100 km da Firenze a Faenza, attraversando Fiesole, Borgo San Lorenzo, Passo della Colla, Marradi e Brisighella.

La mia preparazione è stata lunga e fortunatamente senza particolari intoppi. Ho iniziato a pensarci tra ottobre e novembre quando mio fratello Salvatore e Alberto mi hanno messo "la pulce nell'orecchio", in quanto ci avevano già provato una volta qualche anno fa, era andata male e avevano deciso di riprovarci. Quindi colpa/merito loro se ho deciso di mettermi in gioco anche io su questa distanza. Inizialmente non ci ho creduto davvero, fino al 24 dicembre, quando ho improvvisato un lungo allenamento di 34 km per il mio 34° compleanno, sotto la pioggia e con un alcune salite delle colline banine. Quella fu la prima volta che pensai: "il 2026 è l'anno giusto per provarci!" Avevo già in programma la preparazione alla Maratona di Milano del 12 aprile e, se tutto fosse andato nel verso giusto, con qualche allenamento ben studiato, sarebbe stato possibile concluderla decentemente. Non mi dilungo troppo sugli allenamenti, ma preciso solo che aver fallito il tentativo di migliorare il mio personale sulla 42 km, è stato un bel "bagno di umiltà" che in ottica Passatore mi è sicuramente servito! Come mi ha detto il mio coach Fede il giorno prima del Passatore: "Abbiamo fatto tutto quello che si doveva fare, ora affrontala senza paura, ma con grande rispetto!" E così ho fatto...

Con Albi e Salvo, in attesa dell'apertura delle griglie

Sono partito bene ma prudente, evitando sforzi inutili e camminando in modo strategico sulle rampe più dure del Passo della Colla, dal km 40 in poi, per poi spingere il giusto nella successiva discesa. Continuavo a pensare alla frase "una ultra non si fallisce per un grande errore, ma per la somma di tanti piccoli errori...". Dopo il 65esimo km ho alternato ancora la corsa con tratti di camminata per gestire l'inizio di una crisi muscolare, ma è arrivato il giusto supporto da Marco, Enrico e Mauro, forti podisti del lodigiano che inconsapevolmente sono stati davvero di grande aiuto emotivo. Ho così ripreso a correre con una rinnovata carica, fino ad arrivare all'esaurimento delle ultime forze proprio in corrispondenza dei 5 km finali, quando ho realizzato che avrei potuto chiudere la gara sotto le 10 ore.


Come consigliato dai vari ultrarunner lodigiani con cui abbiamo condiviso il viaggio in treno verso Firenze, ho sfruttato ogni ristoro, sia come singolo obiettivo intermedio (per ingannare la mente e pensare solo a piccoli step piuttosto che all'insieme dei 100 km), sia per fare sempre il carico di energia. Ho mangiato decine di fette di pane e piadine con marmellata o Nutella, ho bevuto litri e litri di succo d'arancia e di acqua, un solo bicchiere dei miei sali minerali (rigorosamente quelli già provati in allenamento), solo qualche bicchiere di Pepsi nella parte finale e soprattutto... mi sono gustato svariati bicchieri di brodo caldo, con cui ho rimediato alle fitte allo stomaco dopo il Passo della Colla, intorno al km 50! Quello del brodo era un consiglio che avevo letto i giorni prima della gara... mi aveva lasciato un po' perplesso, ma devo dire che effetivamente è stato un toccasana oltre ad essere davvero molto buono! 





Ho goduto dei panorami e di tutto l'ambiente intorno che cambiava con lo scorrere dei chilometri: ho ammirato lo splendore di Firenze salendo a Fiesole, ho respirato a pieni polmoni l'aria dei boschi, mi sono innamorato dei piccoli borghi attraversati ed ho spento la torcia per osservare il cielo stellato e meravigliarmi dei campi pieni di lucciole!




E quanto calore dalle persone sul percorso: fantastici gli incitamenti nei paesini (uno su tutti, poco dopo il Passo della Colla, un uomo che a braccia aperte e con un piacevole accento toscano mi ha urlato: "STAI FACENDO UN CAPOLAVORO!") ma anche da lontano (come i tanti messaggi sui gruppi Whatsapp che non riuscivo a leggere per intero ma intravedevo mentre ascoltavo gli emozionanti messaggi vocali di mia moglie e mia figlia che mi trasmettevano tranquillità ed allo stesso tempo una carica pazzesca: "VAI PAPINO, FORZA!"), ed infine il dolce abbraccio del tanto pubblico presente tutta notte al traguardo!



Mi vengono ancora i brividi al pensiero e sono estremamente soddisfatto per tutto: per come l'ho preparata, per come l'ho vissuta, per come ho gestito i problemi prima che diventassero vere crisi... Meglio di così non avrei potuto fare!

Dura? No, durissima!
Bella? No, bellissima!
La consiglio? Sì, ma con la giusta voglia di soffrire e con la massima cautela, perché si maltratta all'inverosimile il proprio corpo...
La rifarò? Ieri dicevo "assolutamente no", frase che il giorno dopo è già diventata un "probabilmente no, ma chissà...", non solo per la difficoltà della gara in sé, ma per la lunga preparazione ed il troppo tempo negato alla famiglia in questi ultimi mesi. Ma mi hanno già parlato che esiste un "mal di Passatore"...




Più passano le ore e più realizzo quanto sia stata unica questa fantastica esperienza tosco-romagnola...
C'è però chi ha lasciato ancora un conto in sospeso con il Passatore: Albi è riuscito a terminarla dopo aver superato vari problemi durante la gara, invece Salvo ha dovuto ritirarsi ancora e questa cosa, lo so, lo manda su tutte le furie. A lui è andata davvero molto male (come a tante altre persone, anche vari ultrarunner molto esperti): forse aveva già un virus in circolo, forse non aveva digerito il pranzo, forse è partito troppo forte... forse la cause non le capiremo mai in pieno, ma di una cosa sono sicuro: Salvo ci riproverà, ed in qualche modo voglio aiutarlo a portarla a termine. E sono sicuro che lo stesso farà Alberto! Forza Totò... Ti auguro di percorrere presto quel rettilineo finale, Faenza ti sta già aspettando!

L'arrivo al traguardo di Faenza di Alberto